Aree Idonee 2026 per Fotovoltaico a Terra: Novità e Opportunità da Conoscere
- 17 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 18 lug
Il 2026 segna un cambiamento importante per chi vuole investire nel fotovoltaico a terra in
Italia. La Legge 4/2026 ha riscritto le regole sulle aree idonee per l’installazione di impianti fotovoltaici, modificando distanze, limiti sulle superfici agricole e introducendo nuove condizioni per l’agrivoltaico. Queste novità influenzano direttamente chi possiede o cerca terreni per progetti rinnovabili, offrendo indicazioni più chiare e criteri più precisi per valutare la fattibilità degli impianti.
Perché la mappa delle aree idonee è cambiata
Fino al 2025, la definizione delle aree idonee per il fotovoltaico a terra si basava su un decreto ministeriale che è stato annullato. La nuova legge ha scelto di riportare questa disciplina direttamente nel Testo Unico FER, rendendo la normativa più stabile e meno soggetta a interpretazioni.
Questo significa che l’idoneità di un terreno non si valuta più caso per caso, ma dipende da criteri geometrici e territoriali ben definiti. Ad esempio, la distanza da stabilimenti industriali o da infrastrutture come autostrade diventa un parametro chiave per capire se un’area è adatta o meno.
Le aree idonee individuate dalla legge
La Legge 4/2026 amplia le categorie di aree considerate idonee per il fotovoltaico a terra, semplificando l’iter autorizzativo e riducendo i tempi per i progetti che rientrano in queste categorie. Le principali aree idonee sono:
Siti già occupati da impianti della stessa fonte
Questi siti possono essere modificati, rifatti o potenziati senza aumentare l’area occupata, facilitando l’ammodernamento degli impianti esistenti.
Cave e miniere cessate, discariche chiuse o ripristinate, siti bonificati
Questi terreni, spesso inutilizzabili per altri scopi, diventano preziosi per nuovi impianti fotovoltaici.
Aree interne agli stabilimenti industriali e aree agricole entro 350 metri dagli stabilimenti
Il limite di distanza è stato ridotto da 500 a 350 metri e non è più richiesto il possesso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), semplificando l’accesso.
Fasce adiacenti alle autostrade entro 300 metri
Queste aree, spesso marginali per altri usi, diventano opportunità per installazioni fotovoltaiche.
Fotovoltaico a terra in zona agricola: regole e limiti
La legge introduce un divieto generale per il fotovoltaico a terra in zone agricole, ma con alcune eccezioni importanti:
Progetti che rientrano nel Conto Energia Rinnovabili (CER)
Progetti finanziati dal PNRR o dal Piano Nazionale Complementare (PNC)
Siti già occupati da impianti fotovoltaici
Per l’agrivoltaico “elevato”, cioè impianti che permettono la coltivazione sotto i pannelli, la legge consente l’installazione solo se viene asseverato che almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) agricola viene mantenuta. Questo garantisce che l’attività agricola non venga compromessa.
Limiti sulle superfici agricole idonee per regione
Un aspetto fondamentale riguarda la quantità di superficie agricola che può essere destinata al fotovoltaico. La legge stabilisce che, per ogni regione, la superficie agricola idonea deve rimanere tra lo 0,8% e il 3% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU), considerando anche l’agrivoltaico. Questo vincolo serve a bilanciare la produzione di energia rinnovabile con la tutela del territorio agricolo.
Cosa significa tutto questo per chi cerca terreni
Per chi possiede o valuta terreni per impianti fotovoltaici, la nuova normativa offre una guida più chiara e meno soggetta a interpretazioni soggettive. È possibile capire in anticipo se un terreno è idoneo semplicemente analizzando la sua posizione rispetto a stabilimenti industriali, autostrade o aree già occupate da impianti.
Ad esempio, un terreno agricolo a 300 metri da un’area industriale rientra tra le aree idonee, mentre uno a 600 metri no. Questo permette di risparmiare tempo e risorse nella fase di valutazione preliminare.
Agrivoltaico: un’opportunità da non sottovalutare
L’agrivoltaico “elevato” rappresenta una soluzione interessante per chi vuole coniugare produzione di energia e attività agricola. La possibilità di installare pannelli sopra le coltivazioni, mantenendo almeno l’80% della produzione agricola, apre nuove prospettive per l’uso sostenibile del territorio.
Questa soluzione è particolarmente adatta a colture che possono beneficiare di ombreggiamento parziale, come alcune varietà di frutta o ortaggi, e può contribuire a diversificare le fonti di reddito degli agricoltori.
Come muoversi nel nuovo scenario normativo
Per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla Legge 4/2026, è consigliabile:
Verificare la posizione del terreno rispetto ai nuovi parametri di distanza
Utilizzare mappe aggiornate e strumenti GIS per valutare l’idoneità.
Considerare l’agrivoltaico come alternativa
Se il terreno è agricolo, valutare la possibilità di un impianto agrivoltaico con asseverazione.
Tenere conto dei limiti regionali sulla superficie agricola
Informarsi sulle percentuali di SAU disponibili per il fotovoltaico nella propria regione.
Consultare esperti e professionisti del settore
Per interpretare correttamente la normativa e preparare la documentazione necessaria.
Nuove regole, nuove opportunità
Il cambiamento introdotto dalla Legge 4/2026 rende più trasparente e prevedibile il processo di individuazione delle aree idonee per il fotovoltaico a terra. Questo favorisce investimenti più mirati e progetti più sostenibili, in linea con gli obiettivi di transizione energetica.
Chi vuole entrare nel settore o espandere la propria attività deve aggiornarsi sulle nuove regole e sfruttare le opportunità offerte, in particolare quelle legate all’agrivoltaico e alle aree marginali come cave dismesse o fasce vicino alle autostrade.
La nuova normativa cambia il modo di vedere il territorio per le rinnovabili. Conoscere i criteri di idoneità permette di fare scelte più consapevoli e di pianificare progetti che rispettano il territorio e le attività agricole, contribuendo a un futuro energetico più sostenibile. Se stai valutando un terreno per il fotovoltaico, ora hai strumenti più chiari per capire dove e come investire.
